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6 gennaio 2011

Sicilia, paradiso dei dipendenti pubblici: quintuplicati in 30 anni ...

Volete favorire? Qui c'è da mangiare per tutti ....

L'ultimo colpo di mano l'hanno tentato alla vigilia delle feste, piazzando il regalone del posto fisso sotto l'albero ai 22.500 precari degli enti locali. Ma Babbo Natale è stato battuto sul tempo dal commissario dello Stato, che ha annullato la legge dell'Assemblea regionale (…). «L'ennesima farsa, tutto previsto», hanno commentato i siciliani avvezzi al tragediamento, alla finzione, alla recita.
Avrebbero già saputo, gli «onorevoli», che quel provvedimento non sarebbe mai passato dagli organi di controllo, ma l'importante era dimostrare di volerlo fare. (…)
Meglio non scontentare nessuno, prima o poi c'è sempre una tornata elettorale. In compenso, il dono era arrivato puntuale per i 4.500 precari della Regione, che ieri hanno preso servizio come dipendenti a tempo indeterminato dopo avere superato una prova-bluff in cui dovevano dimostrare di sapere mandare un fax e fare una fotocopia.
Insomma, paradossalmente la notizia del maxi-concorso nella sanità siciliana (…) è che si tratta, per la prima volta dopo quindici anni, di una selezione pubblica vera. Della prima opportunità, cioè, di guadagnarsi un posto regionale senza passare dalle anticamere di politici, dai comitati elettorali, dall'ala amorevole di un capobastone.
L'ultima selezione esterna conclusa con l'assunzione dei vincitori risale a quindici anni fa, quando fu celebrato il concorso per trenta dirigenti e quello per operatori contabili all'assessorato Bilancio. Se si passa alle qualifiche basse, bisogna risalire addirittura alla fine degli Anni Ottanta. A meno di non volere contare i concorsi banditi e mai fatti, o ritirati per burocrazia-lumaca, ostacoli, «mutate esigenze». Un'altra declinazione del tragediamento.
Da dodici anni, per esempio, 376.749 candidati aspettano di sapere se avranno mai un posto nel dipartimento dei Beni culturali. E che dire del Comune di Palermo, che ha fatto partire e poi annullato i concorsi per funzionario ai quali nel 2005 avevano partecipato in 2.300? A selezione fatta, l'amministrazione si è accorta che mancavano i soldi per pagare i nuovi stipendi. Altri 43 mila erano corsi al bando per 347 forestali che l'allora governatore Salvatore Cuffaro bandì e poi ritirò, preferendo continuare a rimpallarsi la sorte dei 31.040 precari messi a guardia dei boschi.
Un patrimonio di alberi cinquanta volte inferiore dello Stato canadese del British Columbia, che può contare però su 10 mila rangers in meno. In Sicilia chi vince un concorso resta al palo, chi si affida a mezzi paralleli ha invece nutrite possibilità di guadagnare uno stipendio.
Infatti, nonostante questo blocco sostanziale delle assunzioni l'amministrazione dell'Isola negli ultimi trent'anni ha quasi quintuplicato i suoi dipendenti. Nel 1980 erano 5.075, ora sono quasi 25 mila. Grazie a un'invenzione, quella del precariato. Un'idea sulla quale il Comune di Palermo - partito dai 350 «soggetti svantaggiati» dell'ex sindaco Leoluca Orlando e arrivato ai 6.600 «lavoratori socialmente utili» del suo successore Cammarata - ha forse battuto la Regione per creatività: dalla conta dei tombini a quella dei posti auto, dall'ammissione di autisti senza patente nei ranghi dell'azienda Trasporti al caos sul verde, dove ci sono quattro diverse competenze intorno a un albero. Niente di cui stupirsi se è diventato il Comune con più personale d'Italia: 9.594 occupati, uno ogni 69 abitanti.
Nell'era Cuffaro, alla Regione, la clientela era diventata arte, sublime rappresentazione del potere, macchina elettorale più potente della Santa Inquisizione spagnola che quando arrivò nell'Isola - nel Cinquecento - si sicilianizzò diventando in breve un carrozzone parastatale con 24 mila dipendenti, i temuti «familiares». «Abbiamo stabilizzato quasi tutti i 57 mila precari degli enti locali e i 3.500 della Regione. Adesso mi godo il successo elettorale», snocciolava l'ex assessore Antonello Antinoro, recordman delle preferenze - oltre 30 mila - alle elezioni del 2006 e oggi inquisito per voto di scambio.
La giunta Lombardo - con un presidente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa - paga adesso 6.500 stipendi inutili e fa i conti con gli esuberi. Senza licenziare nessuno, però. E infornando, storia di pochi mesi fa, altri 3200 precari «ex Pip» per la modica cifra di 36 milioni di euro all'anno. Mansione? Nessuna.
Laura Anello la Repubblica


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